Un gruppo di scienziati dello Stevens Institute of Technology di Hoboken (USA) ha messo a punto un modello – basato sull’intelligenza artificiale – in grado di prevedere la risposta glicemica della persona con diabete all’assunzione di un alimento.
Un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale (Ai), sviluppato dai ricercatori dell’Ucl (University College London), si è rivelato in grado di interpretare e valutare quanto siano efficaci i trattamenti nei pazienti con sclerosi multipla (Sm).
Un avatar virtuale che simula la nostra salute, prevedendo il rischio di stroke e aiutando la riabilitazione: così i modelli predittivi stanno trasformando l’assistenza sanitaria. Il contributo italiano grazie all’Istituto Besta.
An all-Italian project aims to develop "digital twins" using Artificial Intelligence systems to support clinical decision-making and accelerate cancer research. Humanitas receives funding from the Ministry of University and Research.
Parliamo di Brain Computer Interface, una tecnologia basata sull’intelligenza artificiale. Un uomo paralizzato è riuscito a controllare un braccio robotico semplicemente immaginando di muoverlo.
Quando si deve dimostrare l’efficacia di nuovo farmaco, i dati clinici dei pazienti sono elementi chiave. Ma numerosi sono i problemi legati alla loro reperibilità (di tutti i dati ospedalieri solo il 97% è utilizzabile) e disponibilità, vincolata alla legge sulla privacy. Ma anche in questo campo ci viene in aiuto l’intelligenza artificiale generativa.
Se la capacità di eseguire azioni attraverso la sola forza del pensiero era considerata fino a qualche decennio fa pura fantascienza, oggi si deve al progresso della Neurotecnologia lo sviluppo graduale di sistemi con cui gli individui possono controllare l’ambiente circostante, bypassando i normali canali neuromuscolari.
I dispositivi indossabili, e gli smartwarch in particolare, hanno raggiunto un elevato livello di affidabilità nel registrare marker fisiologici legati alle infezioni. Uno studio pubblicato da PNAS ne ha analizzato l’efficacia in chiave di prevenzione delle epidemie e delle pandemie.